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Nel
1607 nel Castello di Duino nacque la prima opera a stampa con testi sloveni apparsa sul
confine occidentale del territorio etnico sloveno ossia sul confine tra Italiani e
Sloveni. Il suo autore, scrittore e monaco piemontese Gregorio Alasia da Sommaripa la
dedicò a monsignor Mattia (figlio del signore di Duino Raimondo VI), con l'aiuto del
quale imparò lo sloveno. Il libro è nato in formato tascabile (circa 93x65 mm) come
guida ai monaci e sacerdoti, che non conoscevano la lingua dei loro credenti. Il testo
nonché si rivelava molto utile anche allo straniero-viandante nei suoi contatti con le
popolazioni autoctone. Questo prezioso ed unico documento ci rivela così la lingua delle
popolazioni slovene all'inizio del diciassettesimo secolo, visto che oltre alla traduzione
dei singoli vocaboli riporta altri più o meno brevi testi in italiano e sloveno, tra cui
preghiere e canzoni in lingua slovena.
"Un' opera molto rara" ha annotato in latino il celebre slavista Jernej Kopitar
sul foglio interno di questo "Vocabolario Italiano e Schiauo" che egli aveva
acquistato ad un'asta a Vienna. L'acquisto era stato fatto per conto del mecenate
lubianese barone @iga Zois. Dopo la morte di quest'ultimo il volumetto passò in quella
che era allora la Licejska knji`nica (Biblioteca liceale) di Ljubljana, mentre oggi si
trova nella Narodna in univerzitetna knji`nica (Biblioteca universitaria e nazionale)
sempre a Ljubljana.
Il volumetto conservato a Ljubljana e considerato fino a tutt'oggi l'unico esemplare
originale esistente. La casa editrice Mladinska knjiga di Ljubljana ha nel 1979 pubblicato
una ristampa in seno alla collana Monumenta litterarum slovenicarum.
Il vocabolario di Alasia da Sommaripa è quindi la prima opera stampata del litorale
sloveno, nonché l'unico testo stampato sloveno del noto tipografo udinese Giovanni
Battista Natolini.
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