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Nella vecchia guida turistica del Carso, scritta dal Cumin, è riportata la
notizia del rinvenimento, a San Pelagio, di una lapide romana anteriore all'era volgare e
in cui si ricorda "un Aboneo Catteo che fece eseguire dei lavori ad un tempio di
Minerva".
A parte questo precedente illustre, oggi la gradevole posizione del piccolo paese carsico,
al quale si sale da Aurisina guadagnando rapidamente quota, è sottolineata dalla presenza
di numerosi vigneti che contrastano l'aridità del terreno calcareo. Come di consueto, in
questi luoghi, il pozzo richiama, ma è solo una testimonianza di memoria, la parsimonia
d'acqua, l'esigenza che, almeno un tempo, neanche una goccia andasse perduta. |
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