Comunicati stampa - Tiskovna sporočila

02.05.2008 - Carta turistica delle cave di Aurisina

E' in distribuzione in questi giorni e fino domenica 4 maggio presso lo Stand del Comune di Duino Aurisina alla Bavisela Expò sul Molo IV la nuova Carta Turistica delle Cave del Comune di Duino Aurisina, oltre a tutto il materiale turistico del Comune.
"Scoprire le Cave del Comune di Duino Aurisina - ha sottolineato il Sindaco di Duino Aurisina Giorgio Ret - non è solo fare una passeggiata tra storia natura e luoghi di lavoro, ma riveste tanti significati che possono arricchire la nostra cultura, e celare in noi sensazioni ed emozioni. Un mondo millenario di vita vissuta, di tragedie e di fortune, dove l'essere umano ha dato sudore, professionalità e capacità di trarre da questo calcaree benessere economico e materia per creare le cose più geniali ed importanti in tutte le parti del mondo. Le cave abbandonate oltre a suscitare queste sensazioni, riflettono anche la magnificenza di come natura, fauna e flora sanno riappropriarsi del territorio, ridando la vita a dei luoghi in apparenza astrali. Nel vedere questa architettura creata dalla natura e modellata con gli scavi dall'uomo, non possiamo non ricordare le migliaia di persone che con il solo duro lavoro delle braccia, con fatica che noi non possiamo neppure immaginare, hanno tratto da che far vivere le loro famiglie, ma soprattutto hanno creato il mito delle cave di Duino Aurisina.


"E' il secondo opuscolo - ha comunicato il Vice Sindaco ed Assessore alla Cultura, Massimo Romita, - che dedichiamo al mondo della Pietra e delle Cave. Dopo il libretto didattico dedicato alla lavorazione della Pietra e delle Cave, questa Carta Turistica bilingue realizzata dall'amministrazione comunale, vuole spiegare cosa erano ed illustrare dove sono posizionate 9 delle cave di Duino Aurisina, alcune dismesse altre ancora operative. Per Duino Aurisina, ed in particolare Aurisina, il mondo delle Cave ha rappresentato in passato la fortuna, essa è stata la storia principale del territorio, basti pensare che negli insediamenti ai primi del 900, lavoravano oltre 35.000 persone. Tale cartina illustra un percorso che parte da Aurisina passando per Slivia e San Pelagio, da le informazioni utili al raggiungimento di tali siti, e le informazioni turisiche. Riteniamo utile aver realizzato questo nuovo strumento utile a far conoscere ancora di più il nostro meraviglioso territorio."
La cartina è stata realizzata dall'Ufficio Cultura, in particolare dal Sig. Matteo Fabris che ne ha coordinato la stesura, dal Dott. Ruggero Calligaris, esperto carsista, che ne ha realizzato i testi , e dai sig.ri Corrado Ballarin e Darjo Jakomin che hanno realizzato le fotografie. Le immagini dei beni di proprietà dello Stato italiano sono pubblicate su concessione del Ministrero per i Beni e le attività Culturali, Dipartimento per i beni Culturali e Paesaggistici, - Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Fvg.


Un aspetto dell'attività economica del Carso, piuttosto vistoso, dal punto di vista del paesaggio e' dato dalle cave di pietra. La zona di maggiore attivita' e' quella di Aurisina dove si trovano anche cave - tra cui la Cava Romana - sfruttate al tempo della dominazione di Roma. Dopo secoli di abbandono, lo sfruttamento della cava riprese su scala industriale nel 1845 ed ebbe un impulso fortissimo con la costruzione della linea ferroviaria Vienna-Trieste, non solo per il largo impiego che si fece di questa pietra nella costruzione dei manufatti e delle stazioni principali, ma soprattutto perche' improvvisamente le possibilità di trasporto si erano moltiplicate verso una quantità di lontani mercati. Le ottime qualita' di questo materiale, tenacita' e compattezza, uniformita' della grana e mancanza di fessurazioni, furono in poco tempo apprezzate ovunque e in pochi anni enormi quantita' del "calcare di nabresina" presero la via di Vienna, Budapest, Monaco e di tutte le piu' importanti città del centro-Europa.

"Il limite della grandezza dei blocchi estraibili e' dato soltanto dalla forza degli impianti di sollevamento; per esprimersi con un esempio drastico, diro' che se si potesse disporre di gru ultrapotenti e se cio' avesse un'utilita' qualunque, si potrebbe estrarre una casa monolitica, fondamenta e tetto compresi". Cosi' scriveva l'architetto Arduino Berlam autore tra l'altro del progetto del Faro della Vittoria a Trieste, realizzato appunto con questa pietra. A Milano essa e' stata impiegata nella costruzione della Stazione Centrale, dove si ricavarono figure da blocchi di cento tonnellate. A Trieste la realizzazione certamente piu' famosa con il bianco calcare di Nabrežina e' il Castello di Miramare.
Nell'opuscolo vengono anche illustrate quali tipologie di coltivazione ha il territorio. "Il Carso triestino si presenta come una grande piega arcuata verso l'alto e rivolta verso il mare, spianata ad altopiano da decine di milioni di anni di attività dissolutiva ed erosiva di acque oggi scorrenti a grandi profondità, addirittura molto sotto il fondo del mare. La forma allungata dell'anticlinale ha portato ad affiorare nel bacino estrattivo del Comune di Duino Aurisina calcari che si prestano a diverse lavorazioniL'area che si affaccia al mare ha subito i maggiori sforzi di curvatura e risulta quindi più fratturata. Ha fornito buon materiale per la produzione di pietricsco. La zona centrale è più compatta ed è lavorabile per la realizzazione di blocchi (statuario) e lastre (al telaio con rifinitura a fresa). L'area delle brecce ha fornito calcari particolari, come le cave di stalattite (San Pelagio, Medeazza, Bristie e Samatorza) definito anche onice carsico. La zona collinosa verso San Pelagio si presta all'apertura di cave ad anfiteatro, che sono state usate per la produzione della calce portando a calcinazione (cottura) la pietra tra gli 830 e 900 gradi."




Massimo Romita
Vice Sindaco ed Assessore
 

Versione slovena in traduzione - Prevod je v pripravi