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E' in
distribuzione in questi giorni e fino domenica 4 maggio presso lo Stand
del Comune di Duino Aurisina alla Bavisela Expò sul Molo IV la nuova Carta
Turistica delle Cave del Comune di Duino Aurisina, oltre a tutto il
materiale turistico del Comune.
"Scoprire le Cave del Comune di Duino Aurisina - ha sottolineato il
Sindaco di Duino Aurisina Giorgio Ret - non è solo fare una passeggiata
tra storia natura e luoghi di lavoro, ma riveste tanti significati che
possono arricchire la nostra cultura, e celare in noi sensazioni ed
emozioni. Un mondo millenario di vita vissuta, di tragedie e di fortune,
dove l'essere umano ha dato sudore, professionalità e capacità di trarre
da questo calcaree benessere economico e materia per creare le cose più
geniali ed importanti in tutte le parti del mondo. Le cave abbandonate
oltre a suscitare queste sensazioni, riflettono anche la magnificenza di
come natura, fauna e flora sanno riappropriarsi del territorio, ridando la
vita a dei luoghi in apparenza astrali. Nel vedere questa architettura
creata dalla natura e modellata con gli scavi dall'uomo, non possiamo non
ricordare le migliaia di persone che con il solo duro lavoro delle
braccia, con fatica che noi non possiamo neppure immaginare, hanno tratto
da che far vivere le loro famiglie, ma soprattutto hanno creato il mito
delle cave di Duino Aurisina.
"E' il secondo
opuscolo - ha comunicato il Vice Sindaco ed Assessore alla Cultura,
Massimo Romita, - che dedichiamo al mondo della Pietra e delle Cave. Dopo
il libretto didattico dedicato alla lavorazione della Pietra e delle Cave,
questa Carta Turistica bilingue realizzata dall'amministrazione comunale,
vuole spiegare cosa erano ed illustrare dove sono posizionate 9 delle cave
di Duino Aurisina, alcune dismesse altre ancora operative. Per Duino
Aurisina, ed in particolare Aurisina, il mondo delle Cave ha rappresentato
in passato la fortuna, essa è stata la storia principale del territorio,
basti pensare che negli insediamenti ai primi del 900, lavoravano oltre
35.000 persone. Tale cartina illustra un percorso che parte da Aurisina
passando per Slivia e San Pelagio, da le informazioni utili al
raggiungimento di tali siti, e le informazioni turisiche. Riteniamo utile
aver realizzato questo nuovo strumento utile a far conoscere ancora di più
il nostro meraviglioso territorio."
La cartina è stata realizzata dall'Ufficio Cultura, in particolare dal
Sig. Matteo Fabris che ne ha coordinato la stesura, dal Dott. Ruggero
Calligaris, esperto carsista, che ne ha realizzato i testi , e dai sig.ri
Corrado Ballarin e Darjo Jakomin che hanno realizzato le fotografie. Le
immagini dei beni di proprietà dello Stato italiano sono pubblicate su
concessione del Ministrero per i Beni e le attività Culturali,
Dipartimento per i beni Culturali e Paesaggistici, - Direzione Regionale
per i Beni Culturali e Paesaggistici del Fvg.
Un aspetto dell'attività economica del Carso, piuttosto vistoso, dal punto
di vista del paesaggio e' dato dalle cave di pietra. La zona di maggiore
attivita' e' quella di Aurisina dove si trovano anche cave - tra cui la
Cava Romana - sfruttate al tempo della dominazione di Roma. Dopo secoli di
abbandono, lo sfruttamento della cava riprese su scala industriale nel
1845 ed ebbe un impulso fortissimo con la costruzione della linea
ferroviaria Vienna-Trieste, non solo per il largo impiego che si fece di
questa pietra nella costruzione dei manufatti e delle stazioni principali,
ma soprattutto perche' improvvisamente le possibilità di trasporto si
erano moltiplicate verso una quantità di lontani mercati. Le ottime
qualita' di questo materiale, tenacita' e compattezza, uniformita' della
grana e mancanza di fessurazioni, furono in poco tempo apprezzate ovunque
e in pochi anni enormi quantita' del "calcare di nabresina" presero la via
di Vienna, Budapest, Monaco e di tutte le piu' importanti città del
centro-Europa.
"Il limite della grandezza dei blocchi estraibili e' dato soltanto dalla
forza degli impianti di sollevamento; per esprimersi con un esempio
drastico, diro' che se si potesse disporre di gru ultrapotenti e se cio'
avesse un'utilita' qualunque, si potrebbe estrarre una casa monolitica,
fondamenta e tetto compresi". Cosi' scriveva l'architetto Arduino Berlam
autore tra l'altro del progetto del Faro della Vittoria a Trieste,
realizzato appunto con questa pietra. A Milano essa e' stata impiegata
nella costruzione della Stazione Centrale, dove si ricavarono figure da
blocchi di cento tonnellate. A Trieste la realizzazione certamente piu'
famosa con il bianco calcare di Nabrežina e' il
Castello di Miramare.
Nell'opuscolo vengono anche illustrate quali tipologie di coltivazione ha
il territorio. "Il Carso triestino si presenta come una grande piega
arcuata verso l'alto e rivolta verso il mare, spianata ad altopiano da
decine di milioni di anni di attività dissolutiva ed erosiva di acque oggi
scorrenti a grandi profondità, addirittura molto sotto il fondo del mare.
La forma allungata dell'anticlinale ha portato ad affiorare nel bacino
estrattivo del Comune di Duino Aurisina calcari che si prestano a diverse
lavorazioniL'area che si affaccia al mare ha subito i maggiori sforzi di
curvatura e risulta quindi più fratturata. Ha fornito buon materiale per
la produzione di pietricsco. La zona centrale è più compatta ed è
lavorabile per la realizzazione di blocchi (statuario) e lastre (al telaio
con rifinitura a fresa). L'area delle brecce ha fornito calcari
particolari, come le cave di stalattite (San Pelagio, Medeazza, Bristie e
Samatorza) definito anche onice carsico. La zona collinosa verso San
Pelagio si presta all'apertura di cave ad anfiteatro, che sono state usate
per la produzione della calce portando a calcinazione (cottura) la pietra
tra gli 830 e 900 gradi."
Massimo Romita
Vice Sindaco ed Assessore
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