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Sorgenti del Timavo

timavo

Si dice Timavo e il pensiero va subito al fiume sotterraneo, ai suoi misteri, alle voragini di San Canziano. Ma il fiume ha molte vite. C'è il corso superiore, conosciuto come Reka, con i suoi vecchi mulini in disuso, e quello nascosto nelle tenebre del Carso. C'è infine il Timavo che rinasce alla luce del sole, a breve distanza dal mare, cantato da Virgilio.
Vi è qui, un primo momento: l'acqua, uscendo con forza dalle bocche incise nella roccia sembra conservare la furia cupa del lungo cammino sotterraneo e poi dilaga incanalandosi nell'alveo artificiale. Ma presto si calma e scorre placida tra verdi e fiorenti ripe su cui crescono altissimi pioppi.
Se si voltano le spalle alle alture carsiche, viene fatto di pensare a un placido paesaggio fluviale del Veneto o della Lombardia. Verso la foce tutto muta e si fa selvatico e solitario. Qui il tempo più bello dell'anno è quello autunnale, con le fiammate gialle e rosse delle foglie.
Al punto in cui l'acqua del fiume si confonde con quella marina, pali di legno segnano i confini serpeggianti dei canali tra i bassi fondali che a tratti formano effimere chiazze brunastre di sabbia, esili barene. Fitti intrecci di alghe vi inaridiscono, luogo di riposo per uccelli marini. Nell'acqua si intravedono sagome scure e guizzanti di cefali, qualche sogliola si rintana nel fondo. Risalendo il corso - l'acqua fluisce placida e lunghe alghe ondeggiano nella corrente - si incontra una biforcazione. Un ramo si perde nella palude del Lisert, un'altra via si addentra in una galleria formata da fitta vegetazione. Qualche moletto marcisce soffocato dalle erbe palustri, un pioppo enorme svetta in una piccola radura. L'aria è immobile, pregna dell'umido sentore che viene dai canneti. Quando le rive si allargano, si vede, alta, la chiesa di San Giovanni di Duino. L'altra chiesa, antica e grigia fra il verde delle piante, poco discosta dalle bocche del fiume, si intona mirabilmente alla natura del luogo, ove l'altopiano carsico, quasi sull'onda del suo fiume misterioso, confluisce verso il mare e si placa in un connubio inedito e ricco di suggestione.